WorkingClassFest

Newsletter 12/2024

Ciao, questa è la newsletter di dicembre del WorkingClassFest.

Questo mese parliamo di una biblioteca working class e vi diamo qualche consiglio sulle ultime uscite. Ah, c’è anche l’ultima uscita del podcast!

  • Cassetta degli attrezzi

  • La Working Class Movement Library di Salford

  • Qualche consiglio di lettura (working class!)

Questa è una nuova puntata di Cassetta degli attrezzi, il podcast del WorkingClassFest, potete ascoltarla qui.

Siamo orgogliosi di poter ospitare sul nostro canale il progetto "Terra e Libertà" l'associazione creata dai braccianti migranti del Gran Ghetto di S. Severo, che con il supporto di USB, ha sfidato il mondo dello sfruttamento lavorativo e del degrado abitativo.
I braccianti hanno occupato le terre demaniali abbandonate e incolte producendo la loro passata di pomodoro, per dare un segnale alle istituzioni su ciò che vuol dire rispetto dei lavoratori migranti e rispetto di tutto il mondo contadino, da sempre dimenticato dalle politiche industriali interessate al solo profitto e non allo sviluppo di una agricoltura sostenibile. In questo episodio ne parliamo con Ibrahim Sanagogo.

Seguite la loro pagina Facebook Terre Occupate Giuseppe DiVittorio per restare aggiornati sui loro prodotti e per supportare il loro progetto.

Si può compilare una lista degli elementi più caratteristici del movimento socialista e sindacalista inglese: non è un esercizio difficile, fin dove ci si limita a tracciare un quadro generale. Tale quadro generale è - per intendersi - quello di un fenomeno sociale e politico dalla storia ormai secolare e marcato da un certo grado di eterogeneità. Ci sono quindi degli elementi comuni: la lotta per il miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari e per i diritti del lavoro, soprattutto nella forma della militanza sindacale; l’internazionalismo e la lotta antimperialista, dalla guerra civile spagnola e la solidarietà con il popolo palestinese alle campagne per il diritto all’asilo politico iniziate in tempi più recenti; la lotta per l’emancipazione di genere; le lotte popolari per la creazione del servizio sanitario nazionale e dei servizi pubblici. Questi elementi comuni aprono anche alla percezione di delle differenze sostanziali negli approcci alla lotta politica, incarnati da correnti del socialismo trotskista, dell’anarchismo, da correnti legate allo stalinismo o anche a interpretazioni indipendenti del marxismo e infine da correnti riformiste. A questo si unisce un ampio patrimonio culturale e artistico, rappresentato tanto dal folclore quanto da singoli artisti e scrittori attivi negli ultimi due secoli.

Ospitata in un complesso di due edifici di modeste dimensioni a pochi metri dall’università di Salford, uno dei sobborghi incorporati nella zona urbana allargata di Manchester, la Working Class Movement Library trasforma quanto scritto sopra in un’immagine plastica e tangibile. Questa biblioteca e centro culturale ospita l’ampia collezione di cimeli e documenti legati al movimento dei lavoratori inglesi che Edmund and Ruth Frow, una coppia di sindacalisti e attivisti, collezionavano attraverso gli anni per poi esporli nello spazio della biblioteca a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Il centro, ubicato nella sua attuale sede dal 1987, ospita anche un archivio dedicato a preservare la memoria del movimento popolare inglese, ma anche documentazione legata al lavoro di ricercatori ed intellettuali coinvolti nello stesso. La funzione della biblioteca non è però solo quella di un museo o di un archivio:  eventi di ricerca sono ospitati nel centro su base regolare, così come visite guidate e incontri di organizzazioni di attivisti. Dacché la biblioteca è aperta al pubblico come spazio di lavoro e di studio, anche tramite l’opzione di ricevere tour guidati, l’eterogenea collezione di memorabilie si pone come cornice - allo stesso tempo materiale e concettuale - ad un ambiente collettivo di lavoro, interazione ed organizzazione.

Uno spazio come quello di Salford offre dei vantaggi non indifferenti allo stabilirsi di una cultura di classe. Innanzitutto, la biblioteca è uno spazio pubblico che si rende attivamente disponibile alla comunità locale e, allo stesso tempo, si proietta verso una dimensione nazionale in maniera attiva, proponendosi come centro per l’organizzazione di attività culturali ed artistiche così come di incontri. In riguardo a quest’ultimo punto bisognerebbe evidenziare il fatto che, al di fuori della comunità di Salford, la biblioteca coinvolge una rete demografica specifica composta da sindacalisti e attivisti politici. È però proprio nella capacità di riconoscersi e farsi riconoscere come istituzione legata alle classi popolari che risiede la principale virtù della Working Class Movement Library. il centro è tanto un archivio e un museo quanto uno spazio di lavoro, produzione ed incontro: le due funzioni si intersecano nel fornire una continuità simbolica tra le storie di resistenza e movimentazione politica evocate dai cimeli che popolano la biblioteca e le nuove istanze di discussione, incontro e lavoro che la animano nel momento presente. Nel pensare all’evoluzione della cultura e coscienza di classe, nonché all’organizzazione politica autonoma delle classi popolari, casi come la Working Class Movement Library offrono un prezioso modello di creazione e valorizzazione di uno spazio di assemblea. Tali spazi posizionano la storia e la cultura delle classi popolari sia come reperto archivistico che come stimolo alla discussione nel presente.

Qualche consiglio di lettura (working class!)

Vi consigliamo tre libri che affrontano la tematica del lavoro e della classe da tre punti di vista differenti.

Il primo è un saggio di Monica Dati, «Si dovrebbe insomma pensare a dei poeti operai», edito da Tab Edizioni, un saggio che ripercorre la storia della rivista di poesia «abiti-lavoro» (1980-1993), fondata e scritta esclusivamente da operai e considerata «il primo tentativo di dare forma organizzata alla letteratura operaia».

Lo potete prendere qui: link 

Il secondo è un libro di Studs Terkel, Working, edito da Marietti Editore, uno dei libri più importanti di sempre sul lavoro, finalmente in italiano. Un’indagine orale che si interroga sul ruolo del lavoro nella vita delle persone, tramite la voce delle persone stesse. Una «ricerca di significato quotidiano oltre che di pane quotidiano, di riconoscimento oltre che di denaro, di stupore piuttosto che di torpore».

Lo potete prendere qui: link

Infine, vi consigliamo il libro di Dario Salvetti con Gea Scancarello, Questo lavoro non è vita, edito da FuoriScena: un libro che ripercorre la storia del Collettivo di Fabbrica GKN tramite le parole di Salvetti stesso, membro dell’RSU di fabbrica e portavoce del Collettivo. La lotta operaia più lunga di sempre sul suolo italiano è il gancio che porta gli autori a parlare di vita e di lavoro, perché il lavoro è vita, ma questo lavoro non lo è più.

Lo potete prendere qui: link